Fotografare l’Architettura. Trucchi, consigli ed esempi per non professionisti

Fotografia di architettura

Fotografare l’architettura può essere un’esperienza stimolante e davvero soddisfacente. Ti permette di viaggiare, esplorare e di avere la scusa per fare nuove esperienze.

Grazie a questo post avrai modo di leggere diversi consigli per migliorare la tua fotografia di architettura e cercare così di realizzare scatti significativi in grado di colpire l’osservatore sotto molteplici punti di vista.

Non parleremo solo dell’atto di scattare una fotografia – per quello ci sono già tutta una serie di risorse online e corsi offline che potreste fare – qui parleremo soprattutto di quello che viene prima, di quello che avviene dopo e infine di come promuovere le proprie fotografie e la propria professionalità. Affronteremo insieme diversi temi riguardo al fotografare l’architettura e non solo.

Ti anticipo che io non sono un fotografo professionista. Sono assolutamente autodidatta. Da anni però faccio fotografie di architettura per le mie riviste online Objects. e Archiobjects e qualche volta anche per le mie consulenze con gli studi di architettura con cui collaboro.

Non troverai quindi consigli professionali da seguire alla lettera o da prendere come oro colato. Al contrario, troverai solo alcuni consigli detti in tutta sincerità che ti raccontano come la vedo io dal mio personale punto di vista. Frutto della mia esperienza. Il tutto senza linguaggi forbiti ad uso esclusivo degli addetti ai lavori e senza perdersi in specifiche tecniche o simili.

Se sei un fotografo esperto allora probabilmente questo post non fa per te. Ma se invece hai una semplice passione amatoriale o ti stai approcciando da poco alla fotografia di architettura, potresti trovare parecchi spunti interessanti!

Quale macchina fotografica scegliere?

Partiamo dagli strumenti.

Ricordati che non è necessario avere una macchina fotografica da migliaia di euro per fare delle belle foto di architettura. Sicuramente le reflex o le mirrorless hanno dei margini post produzione decisamente più alti, ma non dimenticare che con uno smartphone di fascia alta è possibile fare scatti incredibili. A supporto di questa affermazione puoi guardare l’account instagram di Sebastian Weiss, che qualche anno fa è diventato “famoso” scattando foto solo con iPhone.

Io stesso devo ammettere che utilizzo spessisimo lo smartphone. Un po’ per necessità e un po’ perché appunto la qualità ormai è altissima. Tuttavia prediligo pur sempre una camera; almeno laddove tengo particolarmente all’oggetto da fotografare e voglio immergermi nell’esperienza cercando di catturare le migliori foto possibili.

Ok… ma la domanda rimane, quale macchina fotografica a scegliere per fare foto di architettura?

Perdonami se non ti farò un elenco delle migliori macchine fotografiche per l’architettura o altro di simile, anche perché molto dipende dai tuoi scopi, dal tuo approccio e dal tuo budget. Quello che però posso fare è raccontarti la mia esperienza. E citarti qualche video interessante a riguardo:

Io personalmente ho iniziato a fotografare con una Canon EOS 7D, una reflex che è grande come uno zaino se paragonata alle macchine fotografiche ci sono oggi, ma che ormai ho con me da più di 10 anni e che mi ha regalato moltissime soddisfazioni.

Su questa macchina mi sono sempre portato dietro due obiettivi: un tele 80-200, per quelle situazioni che mi richiedevano di inquadrare un soggetto da distanza, (anche non sempre solo di architettura) – e un secondo più versatile 15-85. Mi è capitato anche di usare un grandangolare, che mi è stato utilissimo in più occasioni quando ho dovuto fare foto di interni.

Tra questi quello che ho usato di gran lunga il maggior numero di volte è il 15-85. Questo obiettivo mi ha permesso di spaziare dagli esterni agli interni con il giusto grado di flessibilità.

Da circa un paio di anni invece sto usando una ben più pratica e comoda Fujifilm XT-30. Oltre ad essere più bella esteticamente, è anche più pratica e sicuramente anche più performante in termini di resa delle immagini. Mi trovo molto bene anche con questo corpo macchina, sebbene le Fujifilm siano molto più complicate da utilizzare rispetto alle Canon.

Come obiettivo in questo casoper ora mi sto accontentando di quello in dotazione con il kit iniziale che è un 15-45, anche perché ormai purtroppo non ho più tutto il tempo che avevo all’università per andare in giro a fare fotografie. In ogni caso anch’esso va più che bene per la maggior parte delle situazioni.

Infine, più o meno da quando esistono gli smartphone, cerco di aggiornarmi ogni due o tre anni con un nuovo modello (ultimamente iPhone) in grado di garantire immagini e video sempre più all’altezza delle macchine fotografiche.

Avere uno smartphone a portata di mano mi ha sempre permesso di scattare foto in libertà nel posto e nel momento giusto. Con gli ultimi modelli è inoltre quasi sempre presente il comodissimo obiettivo grandangolare. Essenziale per quando voglio fare delle foto di interni.

Consigli per fotografare l’architettura

Scegli i soggetti giusti

L’arte de costruire è una materia molto ampia, citando Rogers “dal cucchiaio alla città” appunto. La verità è che siamo circondati dall’architettura, viviamo nell’architettura. Quindi le possibilità sono infinite, dalla visione di un’intera porzione di città, al dettaglio costruttivo.

Quando individui o pensi ai prossimi luoghi che fotograferai, ricordati di studiare, osservare e prendere ispirazione dalle fotografie che già sono state scattate in quel luogo. Un po’ per prendere spunto, e un po’ per cercare nuovi punti di vista. Inoltre studia le inquadrature dei grandi fotografi, anche non per forza di architettura. Non smettere mai di prendere ispirazione, di crescere, di sperimentare e di cercare di migliorarti.

Valuta il tempo atmosferico

Le belle giornate di cielo azzurro sono sicuramente ottime, ma anche il cielo nuvoloso, soprattutto se alternato al cielo azzurro, renderà gli scatti molto interessanti. La pioggia la eviterei, così come la foschia, a meno che l’architetura in questione si presti ad una scena “nebbiosa”.

Per esempio, le giornate di Milano in cui non c’è il sole, né la pioggia, né le nuvole, né un po di gioia.. non sono comunque da buttare perchè offrono una luce diffusa che può comunque aiutare a concentrarsi sulle superfici e sui volumi senza occuparsi delle ombre. Inoltre, ti permette di non curarti minimamente dell’ora del giorno in cui andrai a fare i tuoi scatti perchè sarà sempre uguale.

A che ora fare le tue fotografie?

Molto dipende anche dal tempo atmosferico, dal soggetto dei tuoi scatti e dal tempo a disposizione ovviamente. Quindi valuta di caso in caso e cerca di immaginarti sotto quale luce ti piacerebbe fotografare l’edificio.

In generale, due orari che sono splendidi in cui fare le fotografie sono le cosiddette “Golden Hour”, ovvero subito dopo l’alba e mezz’ora prima del tramonto.

Chiediti perché vuoi fotografare l’architettura, e fai del tuo meglio per portare a termine il tuo obbiettivo

“Partire dal perché” diceva uno scrittore, e io credo che nella fotografia il perché sia molto importante, soprattutto se il tuo non è un hobby ma una professione.

Capire perché stai facendo quello che stai facendo può aiutarti per delineare un tuo linguaggio, una tua coerenza, e infonderti ancora più fiducia e dedizione in quello che stai facendo.

Avere quindi un obiettivo, che può essere semplicemente documentare un nuovo edificio, oppure immortalare tutte le facciate del tuo quartiere – ti aiuta sicuramente a non andare fuori tema e ad avere alla fine un lavoro compiuto e sensato.

Così come in architettura, la coerenza è un valore molto importante anche nella fotografia.

Avere un filo conduttore (o più fili conduttori ma ben individuati) ti aiuta anche ad valutare possibili serie di fotografie che da qui in avanti potrei andare a fare. Ogni serie avrà il suo obiettivo il suo senso, potrei così sperimentare ma al tempo stesso avere dei lavori che hanno una coerenza è una forma compiuta.

Dai coerenza alle tue fotografie

Nel paragrafo precedente abbiamo parlato di coerenza. La coerenza di un linguaggio uniforme è importante quando si presenta una serie di scatti.

Lo stile di un’immagine già di per sé comunica molto; quindi se ogni tua fotografia avrà uno stile diverso, rischierai di creare confusione e di non riuscire a comunicare quello che vuoi trasmettere attraverso la tua fotografia.

Cerca quindi di rappresentare quello che stai rappresentando con uno stile, il tuo stile. Poi ovviamente sei libero di sperimentare, ma il mio consiglio è quello di farlo con intelligenza e magari inaugurando un altro lavoro o un’altra serie di scatti.

Un altro vantaggio nell’avere coerenza nelle tue fotografie, è quello che alla lunga i tuoi scatti diventano riconoscibili. È chiaro che non è una cosa semplice, ma se sarai bravo, questo sarà per te un punto di vantaggio.

Prenditi il tuo tempo

Uno degli errori più grandi che secondo me fanno i fotografi di architettura, soprattutto i non professionisti, e mi ci metto anch’io, è quello di non dedicare abbastanza tempo alla preparazione e alla realizzazione dello shooting fotografico.

Purtroppo non ci sono scorciatoie, non ci sono lampi di genio e non ci sono illuminazioni divine istantanee per un fotografo. Per fare un buon lavoro bisogna dedicarci tempo, bisogna trovare le giuste posizioni, i giusti punti di vista. Bisogna provare e riprovare se necessario. Bisogna anche individuare il momento della giornata giusto e la giornata giusta.

Non importa quanto è grande quello che devi fotografare, anche se fosse un singolo oggetto devi prenderti il tuo tempo per verificare il risultato e nel caso migliorarlo facendo nuovi scatti.

Spesso purtroppo mi è capitato di correre da una parte all’altra della città per poter fare delle fotografie architettura, non essendo però il mio lavoro il tempo non era illimitato, e quindi spesso mi sono ritrovato poi in studio davanti allo schermo, guardando le foto, a dirmi “qui avrei potuto fare un po’ meglio, qui aver potuto fare diversamente… Qui bastava veramente poco per fare uno scatto decisamente migliore etc etc“.

Se avessi avuto il tempo di studiarmi le immagini direttamente in loco, magari su un pc portatile, avrei avuto l’occasione di migliorare moltissimo le immagini. Oltre a questo, una cosa che può aiutare moltissimo è anche lo studio dell’area. Fare il cosiddetto sopralluogo, conoscere l’edificio e altre attività che sicuramente portano via tempo, ma che potrebbe portare a farti fare delle fotografie migliori.

L’uso del cavalletto?

L’uso del cavalletto è decisamente consigliato (ti consiglio di utilizzarne uno con una testa a tre movimenti) – anche se non è sempre d’obbligo in ogni occasione. Ci sono bravissimi fotografi che per esempio usano solo il cellulare o la stabilizzazione interna delle macchine fotografiche.

Tuttavia, oltre a garantirti scatti perfetti, l’uso del cavalletto ti permette di fare fotografie con lunghi tempi d’apertura e ottenere così il classico “effetto movimento” delle persone.

Il cavalletto dovrà essere leggero ma robusto. Sarà fondamentale anche per realizzare foto con poca luce o per evitare ogni eventuale imperfezione dovuta ai nostri piccoli movimenti.

Non ci sono solo le foto

Ormai oggi giorno quasi tutte le macchine fotografiche sono anche delle ottime videocamere. Alcune sono addirittura delle super videocamere, in grado di riprendere i filmati in 60 fps con risoluzione 4K (queste sono effettivamente poche e costose).

Tuttavia, anche con camere come la GH5 della Panasonic per esempio, fare i video è assolutamente normale e anche consigliato.

Al giorno d’oggi i video hanno un potere di comunicazione enorme, ben più alto di quello delle fotografie. Sicuramente sono più difficili da fare, da editare, e anche banalmente da conservare sul proprio pc (occupano molto più spazio), però sono uno strumento di comunicazione estremamente valido.

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Fai attenzione agli allineamenti

Questo è un paragrafo puramente compositivo. Quando scatti una fotografia o registri un video, soprattutto se riguardano l’architettura, e quindi gli edifici, e quindi i prospetti o le pareti – una delle cose a cui devi fare maggiore attenzione sono gli allineamenti.

Banalmente tutte le linee dovrebbero tendere all’infinito senza mai toccarsi se nella realtà sono parallele. Questo perché la tua foto/video sembrerà così più pulita e ordinata; e non sembrerà un errore il fatto che sono leggermente inclinati verso l’interno per via del classico effetto di distorsione della macchina fotografica.

Alcuni obiettivi lo correggono automaticamente, ma la verità è che basta un po’ di attenzione in più in fase di scatto per risolvere gran parte della distorsione. E per correggerla o rimuoverla del tutto c’è Photoshop o le tante app di fotografia che nel caso possono venirci in aiuto. Ovviamente tanto più sarà accentuato l’effetto, tanto più arduo sarà il lavoro in post-produzione. Per questo ci vuole comunque molta attenzione in fase di scatto.

Inquadra anche delle persone nelle tue foto

(Oppure no). Inquadrare le persone nelle tue foto può sicuramente aiutarti a dare quel tocco o quell’atmosfera in più all’interno dei tuoi scatti. È inoltre anche il modo migliore per definire la scala di quello che stai fotografando, soprattutto se stai fotografando una architettura non convenzionale o non facilmente inquadrabile.

Tuttavia potresti anche preferire di non fotografare le persone. Io per esempio il più delle volte tendo a concentrarmi maggiormente sulle forme, sulla materia e sull’essenza dell’edificio. Quasi per rendere lo scatto più grafico che naturale.

In entrambi casi cerca di sfruttare la presenza o l’assenza delle persone a seconda del caso e del tuo scopo. È chiaro che se devi fotografare un centro commerciale, farlo senza persone potrebbe avere senso se stai facendo un report sullo svuotamento dei centri commerciali, sicuramente non per promuoverlo.

Sfrutta i tempi di esposizione per “l’effetto movimento”

Per “Effetto movimento” intendo quando in una foto si nota nel flusso di una macchina o di alcune persone che appaiono nello scatto senza essere nitide, ma al contrario visibilmente sfumate.

Lo chiamo effetto movimento proprio perché deriva dal fatto che questi soggetti si stanno muovendo, mentre tutte le altre cose, compreso il soggetto del nostro scatto, rimangono ferme. Per ottenere questo effetto è necessario posizionare la macchina fotografica su un cavalletto e settare i tempi un adeguato tempo di apertura, adeguando relativamente tutte le altre impostazioni. Chiaramente in questo modo lo scatto prenderà moltissima luce, ed è per questo che dovrai cambiare anche altri settaggi per compensare. Inoltre in questo caso la macchina dovà per forza di cose essere assolutamente immobile.

Sfrutta le potenzialità di Photoshop (senza esagerare)

Dico Photoshop per intendere la post produzione. Vale lo stesso anche con tutta quella serie di app o altri software che fanno più o meno le stesse cose.

Utilizzare una applicazione per la modifica delle foto in post produzione è ormai diventato la normalità per i fotografi del giorno d’oggi. E non c’è assolutamente nessun problema nel farlo. L’importante però e non esagerare mai con le modifiche, con i filtri, etc.

Se una foto è frutto della bravura naturale del fotografo si vede subito, se una foto invece è costruita ad hoc davanti a un pc o uno smartphone si vede subito che in quel caso.

Quindi quello che secondo me possiamo fare in Photoshop senza problemi e andare intervenire sulla luminosità della foto, o intervenire su determinate aree specifiche che magari vogliamo sistemare, anche eventualmente per rimuovere determinati elementi che non ci piacciono (senza però andare a creare un falso storico). Ma anche andare a “raddrizzare gli edifici” come dicevamo prima.

Come fare in modo di promuovere o vendere le tue fotografie

Promuovere o vendere le tue fotografie potrebbe non essere lo scopo principale della tua attività da fotografo, però se sei soddisfatto della tua libreria e pensi che questa possa essere resa visibile e interessare ad una platea ben più grande degli utenti del tuo pc personale, allora forse dovresti trovare un modo di promuovere o vendere tue fotografie.

Esistono moltissime piattaforme dedicate proprio ai fotografi. Queste, oltre ad essere dei veri e propri luoghi per il networking, sono anche una vetrina per mostrare le tue fotografie a un pubblico potenzialmente infinito. Spesso queste vetrine offrono anche un modo semplice ed efficace per vendere la propria arte online. Se sei interessato a brevissimo scriverò un post a riguardo!

Ok. Siamo giunti alla fine di questo lungo post. Se non sei ancora sazio ti consigliamo anche la lettura di questi altri interessanti post sul tema della fotografia di architettura:

Spero che questo post sui consigli di come fotografare l’architettura ti possa essere utile!

LucaOnniboni

LucaOnniboni

Laureato in Architettura Ambientale ed esperto in comunicazione digitale. Oltre che di Marketing For Architects, è fondatore di Archiobjects e Objects., due riviste online dedicate al mondo dell'architettura/design e della cultura contemporanea.